Programma

Mercoledì 21 febbraio 2018

9.00 - 10.30 Registrazione e affissione poster

9.00 - 10.30 Registrazione e affissione poster

10.30 - 11.15 Indirizzo di saluto; Relazione del Delegato Nazionale IAGA, Prof. U.Villante

10.30 - 11.15 Indirizzo di saluto; Relazione del Delegato Nazionale IAGA, Prof. U.Villante

Chair: Alfredo Del Corpo

11.15 - 11.30 Saioa Arquero Campuzano, L’anomalia del Sud Atlantico anticipa l’occorrenza dei jerk geomagnetici?
  1. A. Campuzano, F. J. Pavón-Carrasco, A. De Santis, E. Qamili. L'Anomalia del Sud Atlantico (SAA) è una delle caratteristiche più intriganti e rilevanti del campo geomagnetico degli ultimi quattro secoli. Questa anomalia è caratterizzata da valori inaspettatamente bassi di intensità sulla superficie terrestre ed è probabilmente dovuta a diverse aree a flusso geomagnetico inverso al limite tra il mantello e il nucleo (CMB). In questo lavoro, mostriamo che i minimi di accelerazione secolare dell'area della SAA, definita operativamente dalla isolinea 32000 nT, anticipano di alcuni mesi l’occorrenza degli impulsi geomagnetici (“jerks”) registrati negli ultimi due decenni. Questi “jerks” sono repentini cambiamenti nella variazione secolare del campo geomagnetico legati a variazioni significative negli schemi di flusso del nucleo esterno fluido. La loro origine, la possibile periodicità o casualità, il carattere globale o regionale, sono ancora domande aperte nella comunità scientifica. La ricerca di fenomeni geomagnetici o geofisici che forniscono una relazione con i jerks geomagnetici, fornisce un contributo fondamentale per comprendere il comportamento del campo geomagnetico nel presente e nel futuro. Il link trovato tra SAA e jerks sarebbe un chiaro indicatore del fatto che i processi fisici che producono queste aree di flusso inverso al CMB e, a loro volta, l'evoluzione di SAA, coinvolgono anche l'instabilità dinamica del nucleo all'origine dei jerks stessi. Inoltre, l'analisi dell'accelerazione secolare dell'estensione dell’area della SAA negli ultimi mesi sembra rivelare la possibile occorrenza di un nuovo jerk geomagnetico nei prossimi uno o due anni.
11.30 - 11.45 Dedalo Marchetti, Anomalie elettromagnetiche osservate da satellite e da terra prima della sequenza sismica che ha colpito l’Italia centrale nel 2016-2017 (Amatrice, Norcia, Visso e Campotosto)

Dedalo Marchetti, Angelo De Santis, Rita Di Giovambattista, Javier Pavon Carrasco, Serena D’Arcangelo, Federica Poggio, Andrea Carducci, Gianfranco Cianchini, Alessandro. Piscini, Loredana Perrone, Alessandro Ippolito, Cristoforo. Abbattista, Lucilla Alfonsi, Leonardo Amoruso, Marianna Carbone, Francesca Santoro, Claudio Cesaroni, Saioa Arquero Campuzano, Luca Spogli and Anna De Santis In questa presentazione sarà mostrata la ricerca di possibili effetti elettromagnetici nella fase di preparazione della sequenza sismica che ha colpito l’Italia centrale nel 2016-2017. I principali eventi, della sequenza, che comprende oltre 70'000 terremoti, sono stati registrati il 24 agosto 2016 (terremoto Mw 6.0 Amatrice), il 30 ottobre 2016 (scossa principale vicino Norcia: Mw6.5) e il 18 gennaio 2017 (quattro eventi M5+ nella zona di Campotosto). Il lavoro mostrerà l’approccio, che è stato definito ed introdotto nei progetti SAFE (finanziato dall’ESA e in corso nella sua estensione) e LIMADOU-Scienza (finanziato dall’ASI), applicato a questo caso studio. In particolare l’analisi riguarda i dati elettromagnetici acquisiti dalla costellazione di satelliti Swarm dell’ESA, combinati con le osservazioni registrate negli osservatori a terra dell’INGV di Duronia e L’Aquila, per studiare la fase preparatoria di questa sequenza sismica. Infine, sarà anche mostrato un confronto con altri dati, in particolare con le anomalie atmosferico-climatologiche pubblicate da alcuni autori di questo abstract (Piscini et al. PAGEoph, 2017).

La descrizione della configurazione di una regione ionosferica K si può fare mediante l’assegnazione, in ogni punto di K, di una serie di quantità locali: la densità numerica degli elettroni liberi, innanzitutto, ma anche tutte le altre variabili fisiche che ne determinano la dinamica. Di particolare rilevanza per questa, i campi magnetico ed elettrico, nonché le densità e  le  velocità  delle  diverse  specie  chimiche  presenti  (ioni  ed  elementi  neutri).   Essendo tutte queste variabili locali soggette a dinamiche non-lineari che producono turbolenza, pare estremamente interessante studiare come le statistiche delle loro fluttuazioni si presentano alle varie scale spaziali che possono focalizzarsi mediante misure in situ da satelliti LEO. In particolare, il comportamento con la scala delle distribuzione statistica dei dati raccolti fornisce indicazioni sui meccanismi fisici coinvolti nella turbolenza; inoltre, lo studio di queste statistiche multi-scala sotto diverse condizioni elio-geofisiche permette di correlare il carattere delle irregolarità ionosferiche con  le  forzanti  dovute  all’interazione  Sole-Terra. La tecnica ALIF, già battezzata per lo studio delle scintillazioni ionosferiche, appare adeguata e       promettente      anche  in                     questo                            caso.

 

11.45 - 12.00 Massimo Materassi, Statistica multi-scala del mezzo ionosferico mediante tecnica ALIF

La descrizione della configurazione di una regione ionosferica K si può fare mediante l’assegnazione, in ogni punto di K, di una serie di quantità locali: la densità numerica degli elettroni liberi, innanzitutto, ma anche tutte le altre variabili fisiche che ne determinano la dinamica. Di particolare rilevanza per questa, i campi magnetico ed elettrico, nonché le densità e  le  velocità  delle  diverse  specie  chimiche  presenti  (ioni  ed  elementi  neutri).   Essendo tutte queste variabili locali soggette a dinamiche non-lineari che producono turbolenza, pare estremamente interessante studiare come le statistiche delle loro fluttuazioni si presentano alle varie scale spaziali che possono focalizzarsi mediante misure in situ da satelliti LEO. In particolare, il comportamento con la scala delle distribuzione statistica dei dati raccolti fornisce indicazioni sui meccanismi fisici coinvolti nella turbolenza; inoltre, lo studio di queste statistiche multi-scala sotto diverse condizioni elio-geofisiche permette di correlare il carattere delle irregolarità ionosferiche con  le  forzanti  dovute  all’interazione  Sole-Terra. La tecnica ALIF, già battezzata per lo studio delle scintillazioni ionosferiche, appare adeguata e       promettente      anche  in                     questo                            caso.

 

12.00 - 12.15 Claudio Cesaroni, The first use of coordinated ionospheric radio and optical observations over Italy: convergence of High-and Low-Latitude Storm-Induced Effects

Ionospheric storm effects at midlatitudes were analyzed using different ground-based instruments distributed in Italy during the 13–15 November 2012 geomagnetic storm. These included an all-sky imager (ASI) in Asiago (45.8°N, 11.5°E), a network of dual-frequeny Global Navigation Satellite Systems receivers (Rete Integrata Nazionale GPS network), and ionosondes in Rome (41.8°N, 12.5°E) and San Vito (40.6°N, 17.8°E). GPS measurements showed an unusual enhancement of total electron content (TEC) in southern Italy, during the nights of 14 and 15 November. The ASI observed colocated enhancements of 630 nm airglow at the same time, as did variations in NmF2 measured by the ionosondes. Moreover, wave- like perturbations were identified propagating from the north. The Ensemble Empirical Mode Decomposition, applied to TEC values revealed the presence of traveling ionospheric disturbances (TIDs) propagating southward between 01:30 UT and 03:00 UT on 15 November. These TIDs were characterized by weak TEC oscillations (~ ±0.5 TEC unit), period of 45 min, and velocity of 500 m/s typical of large-scale TIDs. Optical images showed enhanced airglow entering the field of view of the ASI from the N-NE at 02:00 UT and propagating to the S-SW, reaching the region covered by the GPS stations after 03:00 UT, when TEC fluctuations are very small (~ ±0.2 TEC unit). The enhancement of TEC and airglow observed in southern Italy could be a consequence of a poleward expansion of the northern crest of the equatorial ionization anomaly. The enhanced airglow propagating from the north and the TEC waves resulted from energy injected at auroral latitudes as confirmed by magnetometer observations in Scandinavia.

 

12.15 - 12.30 Giulia D’Angelo, Differenti risposte dell’accoppiamento ionosfera-magnetosfera a forti tempeste magnetiche

Una tra le maggiori sfide in Geofisica è capire la fisica dell'accoppiamento tra magnetosfera e ionosfera. I processi di accoppiamento magnetosfera-ionosfera (M-I) mediano quasi tutti gli effetti del vento solare immesso nella ionosfera e il suo feedback sulla magnetosfera. Quindi, la comprensione dei processi di accoppiamento M-I è cruciale per comprendere la relazione tra Sole e Terra. Inoltre, da una varietà di osservazioni sperimentali, è noto che la ionosfera ad alta latitudine è profondamente influenzata da fonti di energia di origine magnetosferica, che a loro volta dipendono direttamente dalla forzatura e dalla variabilità del vento solare. Quindi, una buona conoscenza dell'accoppiamento M-I può aiutare a comprendere il comportamento della ionosfera ad alta latitudine, specialmente in termini di formazione e dinamica delle irregolarità del plasma che possono influenzare i segnali trans-ionosferici. Sono stati proposti diversi meccanismi di origine delle irregolarità del plasma, tra i quali: la precipitazione di particelle dalla magnetosfera, i meccanismi di instabilità del plasma e le dinamiche dell'atmosfera neutra. L'importanza relativa di ciascun meccanismo dipende indubbiamente dalla dimensione della scala e dalla posizione geografica rispetto ai confini magnetosferici impressi. Ad oggi, tuttavia, la regola dell'accoppiamento M-I nella produzione di irregolarità ionosferiche alle alte latitudini non è completamente chiara. In questo contesto, questo lavoro indaga il legame tra la natura dei driver di tempesta e la risposta dell'accoppiamento M-I in termini di dinamica ionosferica (nella produzione di irregolarità) alle alte latitudini. Mostriamo come le diverse configurazioni magnetosferiche prodotte da diversi driver di tempesta danno luogo a strutture di irregolarità ad alta latitudine completamente diverse, in termini di dimensioni, posizione e distribuzione spettrale. Nello specifico, analizziamo i driver e gli effetti relativi delle tempeste più intense del 24 ° ciclo solare, avvenute rispettivamente il 17 marzo 2015 e il 22 giugno 2015. Per tale scopo, utilizziamo dati relativi ai satelliti Wind, GOES (Geostationary Operational Environmental Satellite), Iridium e Swarm. Si fa uso, inoltre, di parametri GNSS (Global Navigation Satellite Systems) e di misure acquisite dal network di radar SuperDARN. I risultati mostrano una risposta ionosferica asimmetrica nei due emisferi, con un maggiore impatto sulla propagazione dei segnali GNSS in Antartide durante entrambe le tempeste. Tuttavia, la turbolenza ionosferica risulta essere più intensa nell'emisfero sud a marzo 2015 e nell'emisfero settentrionale a giugno 2015. Il lavoro discute il confronto tra i due eventi.

 

12.30 - 12.45 Elvira Musicò, Confronto tra le misure di contenuto elettronico totale da SAR e da GNSS

La ionosfera influenza la propagazione dei segnali a bassa frequenza trasmessi dai RADAR ad apertura sintetica (SAR) operanti su satellite. Gli elettroni e gli ioni liberi, modificando sia la velocità di fase e di gruppo che l'intensità e la polarizzazione delle onde radio che li attraversano, introducono errori nelle immagini SAR, che dipendono dal contenuto elettronico totale (TEC) in ionosfera. Tuttavia, l’informazione che si può estrarre da tali fenomeni possono essere utilizzate al fine di misurare le condizioni ionosferiche durante l'acquisizione dell'immagine. Questa lavoro è dedicato a derivare le variazioni spaziali e temporali di TEC dalle immagini InSAR (SAR Interferometry), TECSAR, e al confronto di quest’ultimo con quello misurato utilizzando dei ricevitori GNSS (TECGNSS) posti a terra. Il risultato di questa indagine ha un doppio scopo: mitigare l'impatto ionosferico sulle immagini InSAR utilizzando dati GNSS (Global Navigation Satellite Systems) e valutare la possibilità di utilizzare le misure interferometriche per migliorare la stima del TEC in regioni in cui non si disponga di una rete sufficientemente densa di ricevitori GNSS. Per poter effettuare questo studio sono state utilizzate sei immagini acquisite da ALOS-PALSAR sul centro Italia (dalle quali si sono ottenute cinque immagini interferometriche) e i dati prodotti dalla rete RING (Rete Integrata Nazionale GPS). Assumendo la ionosfera come un sottile singolo strato e “congelata” per un periodo di cinque minuti attorno il passaggio di ALOS, sono state realizzate mappe di TECGNSS della porzione ionosferica di interesse. Per poter estrarre il TECSAR la condizione di “effetto troposferico trascurabile” (rispetto a quello ionosferico) è stata verificata per tutti i cinque casi studio. Dai due casi studio in cui questa condizione risulta essere verificata, è stata derivata l’espressione funzionale che lega il TECSAR con TECGNSS. Questa espressione è stata utilizzata per correggere l’effetto ionosferico su queste due immagini InSAR con il dato GNSS e il miglioramento della qualità delle stesse è stato verificato. La stessa relazione, qualora ne venga dato un consolidamento su una base statistica cospicua, permette di ottenere una formulazione empirica in grado di favorire l’uso simultaneo del TEC ricostruito da GNSS e da SAR a fini di monitoraggio ed investigazione ionosferici.

 

12:45 - 14:30 Pranzo

E' possibile usufruire del servizio mensa dell'INGV sito al piano terra accanto al bar

Chair: Dedalo Marchetti

14.30 - 14.45 Dario Sabbagh, Applicazione di OIASA a ionogrammi obliqui di scarsa qualità

Lo studio riguarda l’applicazione del sistema OIASA (Oblique Ionogram Automatic Scaling Algorithm) per l’interpretazione automatica degli ionogrammi obliqui a un set di 288 ionogrammi test di scarsa qualità registrati a Icheon (37.14°N, 127.55°E), Corea del Sud, dalla ionosonda VIPIR2 (Vertical Incidence Pulsed Ionospheric Radar, Version 2), allo scopo di testare la capacità di OIASA di scartare ionogrammi non interpretabili a mano da un operatore e così ridurre il numero di output erronei. Alla base del funzionamento di OIASA vi è una tecnica di riconoscimento dell’immagine utilizzata per scalare dagli ionogrammi la Maximum Usable Frequency (MUF) tra le ionosonde ricevente e trasmittente. Allo scopo di ridurre il numero di falsi positivi sono state applicate tecniche di scarto basate sul metodo del massimo contrasto e sull’utilizzo combinato di un algoritmo di conversione degli ionogrammi obliqui in ionogrammi verticali equivalenti e del software Autoscala. Quest’ultima procedura permette di associare a ciascuna MUF autoscalata un valore di un fattore di qualità definito come differenza tra il valore di foF2 ottenuto da Autoscala e quello ricavato dalla MUF stessa per mezzo della legge della secante. I valori delle soglie da applicare ai processi di scarto sono stati infine ottenuti applicando il metodo della curva ROC (Receiver Operating Characteristic curve) al data set in esame.

14.45 - 15.00 Paola De Michelis, Caratteristiche di scala delle fluttuazioni del campo geomagnetico e loro utilizzo come indicatori locali delle condizioni magnetosferiche

La dinamica della magnetosfera terrestre è caratterizzata da perturbazioni che coinvolgono molte scale spaziali e temporali. Le caratteristiche dei segnali geomagnetici associati alla dinamica magnetosferica dipendono dal livello di disturbo geomagnetico e di conseguenza dal livello di interazione tra il vento solare e il campo magnetico terrestre.
Variazioni dinamiche nelle proprietà di scala delle fluttuazioni del campo magnetico sono osservate sia in prossimità dell'inizio delle tempeste geomagnetiche sia durante la loro evoluzione, nonché per diverse condizioni del campo magnetico interplanetario. Tra queste variazioni quelle che avvengono su piccola scala temporale sono qui analizzate utilizzando i dati registrati dai tre satelliti della costellazione di Swarm e sono messe in relazione con i processi ionosferici di convezione polare nonché con le strutture di potenziale ricostruite nelle stesse regioni con l'ausilio dei dati di SuperDARN.
I risultati ottenuti rappresentano un chiaro esempio di come i dati magnetici possano fornire nuove informazioni sulla dinamica ionosferica e sull'accoppiamento ionosfera-magnetosfera. Inoltre, questi risultati pongono le basi per lo sviluppo di nuove applicazioni in cui i cambiamenti dinamici delle proprietà di scala delle fluttuazioni magnetiche possono venir utilizzati come indicatori locali delle condizioni magnetosferiche. Il lavoro presentato è una sintesi di tre anni di lavoro portato avanti dal gruppo e pubblicato su diverse riviste internazionali.

15.00 - 15.15 Fabio Giannattasio, Variazione della distribuzione media di densità e temperatura elettronica nelle regioni polari in funzione dell'attività geomagnetica

La caratterizzazione del campo geomagnetico, dei parametri di plasma e delle loro variazioni alle quote ionosferiche è di fondamentale importanza per migliorare le nostre conoscenze sulla struttura e le proprietà dinamiche di tali grandezze e dei sistemi di correnti elettriche che fluiscono nella magnetosfera e nella ionosfera. Ciò ha il duplice scopo di fornire vincoli indispensabili a modellare il campo geomagnetico a tutte le scale spaziali e temporali, e allo stesso tempo fare luce sui processi non lineari di accoppiamento magnetosfera-ionosfera che giocano un ruolo fondamentale nel trasporto e dissipazione dell'energia nell'ambiente ionosferico. In questo lavoro per la prima volta si utilizzano le osservazioni a 1 Hz (per il campo magnetico) e 2 Hz (per i parametri del plasma) acquisite dal satellite ESA Swarm A nell’arco di due anni per determinare le variazioni di campo geomagnetico di origine esterna, densità e temperatura elettronica in corrispondenza delle regioni polari in funzione del livello di disturbo del campo magnetico terrestre. I risultati ottenuti sono interpretati come manifestazione dei processi di accoppiamento tra magnetosfera e ionosfera. In particolare, si è trovato che la densità elettronica tende ad aumentare con l’attività geomagnetica nelle regioni in cui maggiormente si manifestano gli effetti della convezione globale del plasma ionosferico, mentre la temperatura elettronica tende ad aumentare nelle regioni corrispondenti all’ovale aurorale.

 

15:15 - 16:15 Pausa caffè e poster session

Pausa caffè e poster session

Chair: Claudio Cesaroni

16.15 - 16.30 Alfredo Del Corpo, The plasmasphere dynamics as observed by the EMMA Network

The plasmasphere is a torus-like region that encircles the Earth and is mainly populated by plasma of ionospheric origin. The plasmasphere changes its configuration in response to geomagnetic disturbances, and exhibits erosion, emptying and refilling. We present the results of a study of plasmasphere dynamic during selected periods that include a wide variety of geomagnetic activity conditions ranging from prolonged quiet time to highly disturbed events. The analysis was performed through examination of radial  profiles  of  the  equatorial  plasma  mass  density  derived  from   field   line   resonance   frequencies (FLRs) observations across  EMMA,  a  meridional  European  network  of  27  magnetometer stations extending from Central Italy to North Finland (1.5 < L < 6.5). The study of the FLR frequencies and plasma mass density are presented on a statistical basis. In particular the spatial distribution and the dependence on the geomagnetic activity are discussed. In some cases we had the opportunity to compare the mass  density radial  profile with electron density measured in situ by the Van Allen Probes, finding behaviors that suggest the presence of a significant contribution of heavy ions near the plasmapause.

16.30 - 16.45 Raffaella D’Amicis, The Alfvenic slow solar wind

16.30 - 16.45 Raffaella D’Amicis, The Alfvenic slow solar wind

16.45 - 17.00 Tommaso Alberti, Nonlinear analysis of the geomagnetic field of external origin

A new approach based on the multivariate empirical mode decomposition method is applied on satellite magnetic measurements for the first time. The main goal is to recognize the main intrinsic modes in the magnetic data capable of describing the different magnetic spatial structures embedded in the analyzed signal. The method used, which is an extension of the empirical mode decomposition method, allows to analyze multivariate signals, originating from nonlinear and non-stationary processes, representing the inherent multi-scale and complex nature which simultaneously characterizes them. In this study, we consider the vertical component of the geomagnetic field at low and middle latitudes recorded by Swarm A satellite during a period of two years from 1 April 2014 to 31 March 2016. The method extracts the main modes which contribute to the determination of the geomagnetic field of external origin during quiet and active periods. A few modes are necessary to recognize in the magnetic signal the different contributions coming from sources external to the Earth and to reproduce the realistic equivalent currents responsible for the recorded magnetic field variations. These modes are not the result of a model but are directly extracted from the original data with no a priori assumptions on the signal nature. This study is an example of the potential of MEMD method. In fact, it can be used to give new insights into the analysis of the different sources responsible of the geomagnetic field of external origin, and at the same time as a good filter in the analysis of the geomagnetic field of external origin allowing to separate the ionospheric signal from both the magnetospheric one and some artefacts introduced by unmodeled internal contributions.

17.00 Tavola rotonda: programmi, prospettive e problematiche di IAGA-Italia

17.00 Tavola rotonda: programmi, prospettive e problematiche di IAGA-Italia


 

Giovedì 22 febbraio 2018

Chair: Tommaso Alberti

9.00 - 9.15 Gianluca Napoletano, A probabilistic approach to the drag-based model

The forecast of the time of arrival of a coronal mass ejection at Earth is of critical importance for our high-technology society and for any future manned exploration of the Solar System. As critical as the forecast accuracy is the knowledge of its precision, i.e. the error associated to the estimate. We propose a statistical approach for the computation of the travel times using the drag-based model by introducing probability distributions, rather than exact values, as input parameters, thus allowing the evaluation of the uncertainty on the forecast. We consequently test and discuss this approach using a set of CMEs whose transit times are known.

9.15 - 9.30 Luca Giovannelli, Energetic budget for a nanoflare heated solar upper atmosphere

The investigation of dynamics of the small scale magnetic field on the Sun photosphere is necessary to understand the physical processes occurring in the higher layers of solar atmosphere due to the magnetic coupling between the photosphere and the chromospheric- coronal layers. We present a simulation able to address these phenomena investigating the statistics of magnetic loops reconnections. The simulation is based on a N-body model approach and is divided in two computational layers. We adopt a simplified convection model, interpreting the largest convective scales as the result of the collective interaction of downflows of granular scale. Such an advection model is the base to generate a synthetic time series of nanoflares produced by reconnecting magnetic loops. The reconnection of magnetic field lines results   from   the   advection   of   their   footpoints   dragged    by   the    velocity   field.   We compute the energy released in the different layers of the solar atmosphere, which is highly dependent on the magnetic loop emergence rate. The emergence rate has been constrained         using         observations         from         the         HINODE         satellite. The model gives a quantitative estimate of the energy released by the reconfiguration of the magnetic loops in a quiet Sun area as  a  function  of  height  in  the  solar  atmosphere,  from hundreds of Km above the photosphere up to the corona.

 

9.30 - 9.45 Annalisa Ghezzi, Magnetic modelling and error assessment in archaeological geophysics: The case study of Urbs Salvia, central Italy

We present a technique for the interpretation of magnetic anomalies in archaeological geophysics, based on a new advanced forward modelling software tool and an analysis of the uncertainty in the acquisition and processing of the raw anomalies. The fundamental characteristics of this approach are: 1) Diurnal drift correction of data acquired with Kp > 2; 2) Determination of the NRM component of magnetization of the archaeological features; 3) Estimation of the maximum allowed error in modelling; 4) Spatial analysis of the distribution of NRM directions; 5) Comparison with master curves of palaeosecular variations. We show through the application of this technique to the Roman settlement of Urbs Salvia, central Italy, that the method is potentially effective in providing information about the historical development of an archaeological site.

9.45 - 10.00 Martina Marzocchetti, The longitudinal polar cusp displacement from geomagnetic measurements in Antarctica

We used ULF geomagnetic field measurements at two Antarctic stations to statistically investigate the longitudinal location of the polar cusp. The two stations are located at the same geomagnetic latitude, close to the cusp latitude, and are separated by one hour in magnetic local time. Since at each station the Pc5 power maximizes when the station approaches the cusp, the comparison between their Pc5 power allows to determine the longitudinal position of the cusp. We found that there is a displacement of the cusp depending on the interplanetary magnetic field and solar wind velocity orientation; in particular, the cusp shifts to later hours for negative By and Vy components, while moves to earlier hours for positive Vy component.

 

10.00 - 10.15 Anna Eliana Pastoressa, Comparing temporal behaviour of long-term magnetotelluric monitoring data with geomagnetic indexes

Comparing temporal behaviour of long-term magnetotelluric monitoring data with geomagnetic indexes G. Romano1, A.E. Pastoressa1, M. Balasco2, S. Tripaldi1, A. Siniscalchi1 1Department of Earth and Geo-Environmental Science, University of Bari, Via Orabona 4, I- 70125 Bari, Italy. E-mail: gerardo.romano@ uniba.it 2Institute of Methodologies for Environmental Analysis, National Research Council of Italy, C.da S. Loja 5, I-85050 Tito (PZ), Italy Since 2007 magnetotelluric (MT) monitoring data have been collected in the seismic area of the Agri Valley (Basilicata region, southern Italy), in Tramutola site (40.297N, 15.805E, 700 m a.l.s.). According to basic MT assumption (plane wave source), site response should be temporal invariant, except in the occurrence of variations in the Earth’s electrical structure. However, source-dependent fluctuations of the MT transfer function estimates are well known in literature at high latitudes [1]. Although Tramutola dataset have been recorded at low latitudes, a systematic variation (with a minor influence on the usual MT applications) of the MT transfer function estimates was observed in the [20–100 s] period range and it was shown to be connected to the global geomagnetic activity, Ap index [2]. This finding induced us to further investigate this phenomenon to avoid misleading interpretation of the MT monitoring results in terms of temporal variation in the Earth’s electrical structure. Recently, it was shown that MT data have a pervasive stable probability structure [3] that could be related to some of the nonlinear and non-equilibrium processes occurring in the ionosphere and magnetosphere where the MT source fields originate [4][5]. Therefore after robust single station MT transfer function estimation, the MT monitoring data have been re-analysed with alpha stable distribution approach in order to better understand the observed dependence of the MT continuous monitoring on the global geomagnetic activity. Possible connections between the time variations of Alpha Stable Distribution Parameters (ASDP), obtained from the whole processing of the dataset, and several relevant indexes of geomagnetic activity have been tested with the final goal of better understanding the influence of source dynamics on the MT estimates. [1] Lezaeta, P., Chave, A., Jones, A. G., & Evans, R. (2007). Source field effects in the auroral zone: Evidence from the Slave craton (NW Canada). Physics of the Earth and Planetary Interiors, 164(1-2), 21-35. DOI: 10.1016/j.pepi.2007.05.002. [2] Romano G, Balasco M, Lapenna V, Siniscalchi A, Telesca L and Tripaldi S (2014). On the sensitivity of long-term magnetotelluric monitoring in Southern Italy and source-dependent robust single station transfer function variability. Geophysical Journal International, ISSN: 0956-540X, DOI: 10.1093/gji/ggu083. [3] Chave, A.D., 2014. Magnetotelluric data, stable distributions and impropriety: an existential combinationon, Geophysical Journal International, DOI 10.1093/gji/ggu121. [4] Consolini, G., Kretzschmar, M., Lui, A.T.Y., Zimbardo, G. Macek,W.M., 2005. On the magnetic field fluctuations during magnetospheric tail current disruption: A statistical approach, J. geophys. Res., 110, A07202, DOI:10.1029/2004JA010947.


 

 

10.15 - 10.30 Emanuele Petracca, Il Museo Geofisico di Duronia (MUGED)

Il museo geofisico permanente di Duronia (MUGED) è stato inaugurato il 18 ottobre 2017 in contrada Gigliotti a Duronia (CB) nell’ambito della 5a edizione della Settimana del Pianeta Terra. Il museo vuole essere una finestra nel nostro scudo spaziale, la magnetosfera. Il percorso didattico è pensato come un viaggio alla scoperta dei complessi fenomeni geomagnetici che hanno luogo all'interno della Terra, in modo da condurre il visitatore ad acquistare consapevolezza su quanto sia importante effettuare un monitoraggio continuo e di qualità del campo geomagnetico. È pensato per le scolaresche, dalle elementari alle superiori, ma è interessante anche per tutti coloro che hanno voglia di scoprire qualcosa di più sul nostro pianeta. La visita è guidata da personale esperto, dura circa 1 ora e mezza e prevede un percorso con exhibit interattivi e la visione di alcuni filmati e di un seminario dedicato al geomagnetismo. Il museo è nato per valorizzare la presenza dell’osservatorio geomagnetico del centro Italia, sito in prossimità di Duronia. L’Osservatorio Geomagnetico di Duronia è nato alla fine del 2007 come stazione di monitoraggio elettromagnetico ambientale; la scelta del luogo è stata dettata essenzialmente dalla sua posizione geografica, in una delle aree meno industrializzate e popolate dell’Italia centrale. La stazione di misura di Duronia è stata poi trasformata in un Osservatorio Geomagnetico di tipo classico per sostituire l’osservatorio geomagnetico dell’Aquila, danneggiato dal terremoto del 2009. L’osservatorio di Duronia nel 2012 è entrato a far parte del consorzio INTERMAGNET che riunisce gli osservatori geomagnetici che, a livello mondiale, soddisfano dei severi criteri di selezione e garantiscono misure di elevata qualità.

10.30 - 11.30 Pausa caffè, poster session e riunione Commissione Esaminatrice

10.30 - 11.30 Pausa caffè, poster session e riunione Commissione Esaminatrice

Chair: Fabio Giannattasio

11.30 - 11.45 Michele Piana, FLARECAST: A technology service for solar flare forecasting within the H2020 framework

This talk will describe the properties and potentialities of a technological platform for solar flare prediction from SDO/HMI time series. FLARECAST is the main outcome of an H2020 RIA project realized between 2015 and 2017. The talk will discuss the computational aspects of the service based on machine learning approaches and its software characteristics. Some examples will be provided in the case of experimental features

11.45 - 12.00 Livio Conti, The CSES satellite: a mission for investigating the near-Earth electromagnetic, plasma and particle environment

CSES (China Seismo-Electromagnetic Satellite) is a Chinese-Italian space mission dedicated to monitoring electromagnetic fields, plasma parameters and particle fluxes induced by natural sources and artificial emitters in the near-Earth space. In particular, the mission aims to study the existence of possible (temporal and spatial) correlations between the observation of iono- magnetospheric perturbations (including precipitation of particles from the inner Van Allen belts) and the occurrence of seismic events. However, a careful analysis is needed in order to distinguish measurements possibly associated to earthquakes from the large background generated in the geomagnetic cavity by the solar activity and the tropospheric electromagnetic emissions. Data collected by the mission will also allow to studying solar-terrestrial interactions and phenomena of solar physics, namely Coronal Mass Ejections, solar flares and cosmic ray solar modulation. CSES is a 3-axes stabilized satellite; the orbit is circular Sun-synchronous, altitude of about 500 km, inclination of about 98°, descending node at 14:00 LT. The expected mission lifetime is of 5 years. The CSES payload includes: two particle detectors, a Search- Coil Magnetometer, a High Precision Magnetometer, an Electric Field Detector, a Plasma analyzer, a Langmuir probe, a GNSS Occultation Receiver and a Tri-Band Beacon. Italy participates to the CSES mission with the LIMADOU Collaboration that has built the High Energy Particle Detector (HEPD) (conceived for optimizing detection of energetic charged particles precipitating from the inner Van Allen belts); has collaborated in developing and testing the Electronic Field Detector, and participates in analyzing data of all payloads of the CSES mission. Launch of CSES is scheduled for February 2nd, 2018.

 

12.00 Premiazione dei contributi dei giovani e chiusura Convegno

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